Tecnologia

La banda larga in Europa

Uno sguardo d'assieme

Nel mondo sempre più digitale in cui viviamo, le infrastrutture tecnologiche che vi sono alla base sono la condicio sine qua non di un paese che abbia l’intenzione di sviluppare il settore. Nel corso degli ultimi anni vi sono stati paesi insospettabili, quali Romania o Malta, che hanno enormemente alzato l’asticella nella diffusione della banda larga raggiungendo risultati importanti. L’Italia invece, come sempre più spesso capita in vari settori ormai, è rimasta indietro in questo campo rispetto al resto d’Europa. La Corte dei Conti Europea ha pubblicato un report ufficiale in cui sono pubblicati i dati inerenti allo sviluppo delle tecnologie a banda larga negli stati membri. Alcuni risultati li riportiamo qui.

Il contesto

Per capire cosa esattamente si intenda per banda larga, è necessario descrivere un po’ di contesto, con le stesse parole dell’Unione Europea: “L’espressione “banda larga” designa generalmente connessioni Internet più veloci e altre caratteristiche tecniche che consentono di accedere a nuovi contenuti, applicazioni e servizi oppure di renderli disponibili. Considerata la crescente importanza dei dati in formato digitale, è essenziale ormai disporre di buone connessioni Internet non solo perché le imprese europee restino competitive nell’economia globale, ma anche, più in generale, per promuovere l’inclusione sociale. Nell’ambito della strategia Europa 2020, l’UE ha fissato nel 2010 tre target per la banda larga: rendere disponibile la banda larga di base (fino a 30 megabit al secondo – Mbps) a tutti gli europei entro il 2013; fare in modo che entro il 2020 tutti gli europei abbiano accesso alla banda larga veloce (più di 30 Mbps); assicurare, sempre entro il 2020, che almeno il 50 % delle famiglie europee utilizzi una connessione a banda larga ultraveloce (oltre 100 Mbps). A sostegno di tali obiettivi, l’UE ha attuato una serie di politiche e di interventi normativi, nonché ha messo a disposizione degli Stati membri circa 15 miliardi di euro nel periodo 2014-2020, tramite un ventaglio di fonti e di tipi di finanziamento, fra cui 5,6 miliardi di euro in prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI).

Cosa è stato riscontrato

Sebbene in tutta l’UE la copertura della banda larga si stia ampliando, è probabile che alcuni target della strategia Europa 2020 non vengano conseguiti. Segnatamente l’Italia, benché abbia raggiunto copertura con connessioni da 30 Mbps pari all’80% del territorio entro il 2017, riscontra notevolissime difficoltà nello step successivo: raggiungere tale risultato anche nella banda larga veloce (più di 30 Mbps). Ma soprattutto, riscontra notevolissimi problemi nel raggiungere la copertura nelle zone rurali. È questa la criticità più grande che necessita immediata soluzione per il nostro paese per far emergere vaste aree che, di fatto, versano in una sorta di isolamento digitale. Il grafico riportato in basso mostra in tutta la sua evidenza il problema.

 

Il documento ufficiale della Corte dei Conti Europea è scaricabile per intero in formato PDF qui.

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