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Carciofi

Qual è la vostra stagione?

Non temono il freddo per cui li troviamo in autunno e in inverno. E anche all’inizio della primavera, salvo andare a riposo nei mesi più caldi dell’anno.

Storia e curiosità

Già conosciuto ai tempi dei greci e dei romani, la Cynara era una pianta selvatica a cui si attribuivano poteri afrodisiaci. La parola carciofo deriva dalla radice araba خرشوف‎ kharshuf, usata nella maggior parte delle lingue indoeuropee per indicare questo ortaggio.

Iniziò poi ad essere coltivato in Sicilia nei primi secoli d.C. e lentamente risalì la nostra penisola nel tardo Medioevo.

Si tratta di una pianta perenne che si riattiva nei periodi di acqua più abbondante: la sua coltivazione è, infatti, tipicamente invernale o primaverile. Quelli che vengono chiamati frutti in realtà sono i fiori dei carciofi, detti anche boccioli o capolini. La raccolta avviene quando il capolino ha le giuste dimensioni e le punte ben chiuse.

Aspetti nutrizionali

Il carciofo è ricco di potassio, calcio, sodio, fosforo, ferro, magnesio, zinco, rame, manganese e selenio. È anche una fonte di vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6, B12, C, E, K e J) e antiossidanti (beta-carotene, luteina).

Il principio attivo della cinarina, oltre a connotare il particolare sapore amaro, attribuisce al carciofo proprietà benefiche per la diuresi renale nonché per la regolarità intestinale.

In Molise il carciofo viene coltivato e utilizzato diffusamente in cucina: dai carciofini sott’olio o al naturale fino a sua maestà il carciofo ripieno… per saperne di più su come degustare il carciofo scopri questa ricetta!

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