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UNESCO: Transumanza è patrimonio dell’umanità

Approvata la candidatura proposta da Italia, Austria e Grecia.

L’Unesco ha approvato all’unanimità la risoluzione che sancisce l’ingresso della Transumanza nella Lista Rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Riunito a Bogotà, Colombia, il Comitato intergovernativo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), formato da rappresentanti di 24 paesi, ha deciso dunque di proteggere questa antica usanza d’allevamento.

Riconoscimento alle comunità rurali

Insieme al valore intrinseco culturale di una millenaria tradizione, il riconoscimento definisce anche tutta una serie di valori aggiuntivi all’aspetto immateriale. Infatti, come si leggeva già nel dossier per la candidatura presentato dall’Italia, gli allevatori transumanti hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente, dell’equilibrio ecologico tra uomo e natura e dei cambiamenti climatici. Si tratta infatti di uno dei metodi di allevamento più sostenibili ed efficienti. Oggi la transumanza è praticata soprattutto tra Molise, Abruzzo e Puglia, Lazio, Campania, e al Nord tra Italia e Austria nell’Alto Adige, in Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna e Veneto. E’ evidente, dunque, che la transumanza abbia un risvolto potenzialmente molto impattante sul territorio fungendo da importante volano di sviluppo economico per le aree rurali, proprio puntando sull’intrinseca essenza naturalistica che guarda d un turismo lento e sostenibile.

Il Molise promotore principale della candidatura

Non a caso, la regione italiana che ha perorato la causa con maggior convinzione e ha promosso per prima l’idea sia stata il Molise. Affondando il proprio imprinting culturale ed economico nelle piccole realtà rurali, la regione ha da sempre vissuto la transumanza come un importante fattore di aggregazione sociale, economico e culturale, come sottolineato anche dall’Unesco stessa che parla di valori come il rispetto per l’ambiente, la cooperazione e la solidarietà. L’iniziativa nasce dal lavoro di una famiglia di pastori e imprenditori molisani, i Colantuono di Frosolone, e di un’Agenzia di Sviluppo Locale, Asvir Moligal, che per primi si sono mossi in tal senso ed hanno, nel corso di vari anni, portato a sostenere l’iniziativa varie realtà locali italiane e non, giungendo alla stesura di un dossier sottoposto all’Unesco nel 2018. Di cui oggi finalmente il responso positivo.

Una breve descrizione della transumanza e del suo grande valore si può trovare qui.

 

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