Turismo

Turismo, il Molise fra le 52 mete top per il New York Times

Un'Italia incontaminata e tradizionale, destinazione perfetta

Che il Molise fosse meta perfetta per un turismo esperienziale, slow e fuori dai consueti circuiti turistici mainstream è cosa nota da tempo. Che la volontà di approfittarne venisse dall’estero prima ancora che dalla regione stessa e dall’Italia, è una piccola sorpresa. Ma fino ad un certo punto. Da quando la questione della “Residenza Attiva” ha fatto letteralmente esplodere a livello internazionale l’attenzione su questa piccola e misconosciuta regione italiana, è stato un susseguirsi di articoli, servizi televisivi ed approfondimenti un pò su tutti i media più importanti del mondo. Ed una volta scoperta, questa piccola perla italiana non poteva più essere ignorata.

Il New York Times promuove la regione a must-visit place per il 2020

Nel suo magazine su viaggi e turismo, l’eminente quotidiano newyorkese inserisce il Molise fra le 52 mete top da visitare per il 2020. Si tratta di un importante riconoscimento poiché la rubrica “Travel” del quotidiano è da anni punto di riferimento per gli americani alla ricerca di mete alternative alle ormai inflazionate, solite destinazioni proposte dalle agenzie. Si tratta insomma di un enorme volano per l’immagine della regione che certamente incuriosirà molti lettori dello storico giornale sempre più affascinati da un turismo di nicchia volto alle tradizione. all’enogastronomia e alla ruralità e che, quindi, non esiteranno ad assecondare il consiglio.

L’articolo dedicato sottolinea proprio questi aspetti peculiari del luogo quali presupposti di grande valore per visitare queste zone: una natura in larga parte incontaminata, uno stile di vita ancora profondamente legato alle tradizioni del passato, la presenza del particolare fenomeno della Transumanza, recentemente divenuto patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco, la presenza di sconosciute ma bellissime aree archeologiche, ed ovviamente, last but not least, il cibo ed i prodotti della terra di altissima qualità fuori da qualsiasi logica industriale. Un vero e proprio inno a questo territorio, insomma.

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Un articolo del genere, vista l’importanza ed il peso della testata che lo propone, non può non avere ampia eco su tutti (americani e non) coloro che abbiano il desiderio di visitare luoghi diversi, particolari e fuori dagli schemi. Un turismo di nicchia sì, ma che sta pian piano diventando la raison d’être del viaggiatore 2.0 e che sarà il futuro del viaggio e della scoperta.

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